BABBO NATALE E LA BEFANA
di Filomena Francescone

Abbiamo deciso di approfittare di questo momento per ripercorrere la storia dei due personaggi presenti nel folklore di molte culture e che da sempre fanno sognare grandi e piccini, la Befana e Babbo Natale. Sarà un viaggio un po' diverso dal solito, all' insegna della magia e della fantasia.
C'era una volta un re... Con queste parole potrebbe cominciare anche la storia di Babbo Natale. Sì, perché una delle leggende che alimentano la sua origine ha come protagonista non proprio un re, ma un nobile signore caduto in povertà, tanto da non avere la possibilità di far sposare le sue tre figlie. San Nicola, nato a Patara, in Turchia, da una ricca famiglia e divenuto vescovo di Myra, in Lycia, nel IV secolo d.C., addolorato dal pianto e commosso dalla preghiera del nobil uomo, decise di intervenire lanciando per tre notti consecutive, attraverso una finestra sempre aperta del vecchio castello, i tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze. La prima e la seconda notte le cose andarono come stabilito; tuttavia la terza notte San Nicola trovò la finestra inspiegabilmente chiusa. Deciso comunque a mantenere fede al suo proposito, il vecchio dalla lunga barba bianca si arrampicò sul tetto e gettò il sacchetto di monete attraverso il camino, facendo la felicità del padre e delle sue tre figlie. Dunque, il primo portatore di doni della storia è stato San Nicola di Bari. Amato e venerato un po' in tutta Europa, soprattutto in Belgio e in Olanda, veniva ricordato il 6 dicembre. Quando gruppi di immigrati olandesi si spostarono in America, fondando Nuova Amsterdam, divenuta in seguito New York, portarono con loro anche le tradizioni, tra cui San Nicola, che nella loro lingua si chiamava Sinter Klass. Il personaggio piacque ben presto anche ai coloni inglesi che trasformarono il nome in Santa Claus, la cui traduzione in italiano è solitamente Babbo Natale. Nel corso dell'Ottocento il personaggio ha cambiato mezzo di trasporto: non più un asinello bianco, ma una slitta dotata di otto renne, i cui nomi originali sono Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donder e Blitzen. Oggi, quest'anziano signore corpulento, gioviale ed occhialuto, vestito di un costume rosso con pelliccia bianca ed una lunga barba anch'essa bianca, la sera della vigilia di Natale, sale sulla slitta trainata dalle renne volanti e va di casa in casa portando i regali ai bambini, calandosi dal caminetto. Durante il resto dell'anno vive nel villaggio di Korvatunturi, in Lapponia, dove si trova l'ufficio postale e dove si occupa della costruzione dei giocattoli nel suo laboratorio artigianale con la signora Natale ed i suoi aiutanti elfi. Il nome finlandese del villaggio significa "montagna-orecchio", perché la montagna presso la quale è il villaggio somiglia alle orecchie di una lepre ed è proprio da queste grandi orecchie che Babbo Natale ascolta ciò che fanno i bambini, per decidere se meritano o meno i doni.

La Befana vien di notte
Con le scarpe tutte rotte
E nessun gliele ricuce,
la Befana è pien di brace...

Ed è proprio così... la nostra cara Befana è una vecchina dai capelli bianchi e arruffati che incoronano un viso coperto di fuliggine, con il naso grosso ed adunco, la bocca grande e sdentata. Indossa abiti poveri e da contadina, prediligendo quasi sempre il colore nero, porta un ampio fazzoletto in testa, annodato sotto il mento, ma la si può anche vedere con un cappello spesso a punta. Essendo vecchissima (l'età non la si conosce), porta gli occhiali ed è caratteristico il suo modo di spostarsi: vola su una scopa che la porta ovunque, attraverso venti e bufere, di tetto in tetto, di casa in casa, portandosi sempre dietro un sacco di iuta, pieno di doni. La Befana se lo butta sulle spalle come se fosse leggerissimo e per nulla ingombrante; più doni la vecchina estrae dal sacco, più ne ritrova: le sue scorte sono inesauribili. E con il suo sacco entra in casa... attraverso la cappa del camino.
La parola Befana deriva da Epifania, che in greco significa apparizione, manifestazione. Ed infatti nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio appare nei cieli, così come i Re Magi appaiono in questa notte magica al cospetto di Gesù per offrirgli oro, incenso e mirra. Molte sono le leggende legate all'origine della Befana e alla sua storia. Una di queste narra che un giorno i tre Re Magi, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, guidati da una stella, intrapresero il cammino per raggiungere Gesù Bambino carichi di doni. Giunti in prossimità di una casetta decisero di fermarsi per chiedere indicazioni sulla direzione da prendere. Bussarono alla porta e venne ad aprire una vecchina, alla quale i Re Magi chiesero quale fosse la strada per andare a Betlemme, dove era nato il Salvatore. La donna non seppe dare loro nessuna indicazione e poichè aveva molto da sbrigare, rifiutò di unirsi a quanti, insieme ai Magi, si recavano ad omaggiare Gesù appena nato. Ben presto la donna capì di aver sbagliato e tentò di unirsi ai tre Re, senza riuscire a trovarli. Da allora decise di dare ad ogni bambino un regalo, nella speranza che fosse Gesù Bambino, giungendo sino ai nostri giorni.
Nella società contadina e preindustriale i doni consistevano in caramelle, dolcetti, noci e mandarini, insieme a dosi più o meno consistenti (a insindacabile giudizio della Befana) di cenere e carbone, che non mancano neppure oggi, come punizione delle inevitabili marachelle dell'anno.
Un particolare risiede nel fatto che nel 1977 in un clima di austerità e nel tentativo di limitare i cosiddetti "ponti festivi", il governo Andeotti ha emanato la legge che eliminava l'Epifania dal calendario civile e religioso. Sono stati necessari 9 anni di protesta, di dibattiti, di discussioni, per far ritornare la vecchina a nuova gloria: con decreto del dicembre 1985 il Consiglio dei Ministri ha reintrodotto la festa dell'Epifania e la Befana è tornata a volare trionfante sulla sua scopa nei cieli d'Italia!

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