FRANCISC
di Charlie

Immaginate di passare una vacanza in una località bella, famosa, una meta ambita da turisti e visitatori ma trovate la gente del luogo inospitale, scorbutica… penso proprio che non ci ritornereste più!
Ebbene sì, penso che quello che fa grande un paese, lo rende accogliente, ospitale siano proprio gli abitanti che vi risiedono tutto l'anno. Fra gli abitanti ordinari di un paese c'è sempre un certo numero di quelli straordinari, di cosiddetti "personaggi", che per un motivo o un altro sono molto più conosciuti e chiacchierati di altri.
Voglio fare un omaggio ad un personaggio di Frosolone che per gustosi motivi incontro ogni mattina: Francisc.
È una persona simpaticissima, molto positiva, sempre sorridente che più del suo caffè, che è eccellente, vi "sblocca" la giornata con una battuta ogni mattina diversa. È consigliato dal dottore per chi la mattina si sveglia con la "luna storta", ma se siete arrabbiati e avete fretta non ci andate, altrimenti…
Non ha molta dimestichezza con gli scontrini fiscali quasi desse ad intendere che non ne conosce il loro scopo, ad esempio:
un ragazzino compra le patatine e dice: "Ma lo scontrino non me lo fai?" Lui risponde: "Lo scontrino sta nella busta delle patatine".
Una signora paga 10 euro per le paste; Francisc le fa uno scontrino di un euro, quindi la signora gli fa notare che è sbagliato, lui prende una penna e ci aggiunge uno zero e dice "Ecco fatto, ora si trova, stiamo in regola".
Ma la più grossa la fece a degli ufficiali della Guardia di Finanza. Una mattina due giovani forestieri in borghese andarono a fare colazione da Francisc e, dopo avere pagato, dissero: "Ma signore, non ce lo fa lo scontrino?" Lui rispose in dialetto: "Eh sci! N l' facc a nisciun, mo l' facc propr' a vu!!"
Francisc all'inizio della sua attività comprava le paste da un noto pasticciere, poi trasferitosi ad Isernia, e le rivendeva. Una mattina presto andò nel suo bar un impiegato della Comunità Montana e gli disse: "Mi dai tutte queste paste?" Lui rispose: "No! Se le do tutte a te, a me cosa rimane?"
Un signore distinto va, con la famiglia, a fare colazione da Francisc e, una volta consumato, si appresta a pagare: "Quanto pago?" E Francisc, prontamente: "Mò, Ia pagà mò, quand vuò paga?!"
Una signora dice a Francisc: "Voglio un cannolo, ma non ne vedo in vetrina" Lui: "Mhh, bella signora, mò te lo porto io il cannolo". Va nel laboratorio, prende il cannolo più grande (circa mezzo chilo di peso), esce e lo porge alla signora con un sorriso smaliziato e con un modo tutt'altro che garbato e dice: "Tiè, gagliardo e tosto": La signora risponde: "Quiss lu puort a sor'ta".
Una mattina entra un tizio che gli ordina un caffè ristretto. Francisc perde tempo a giocare con uno di quei soliti giochini che ha sul bancone e non si accorge che, nel frattempo, il caffè era diventato lunghissimo. Lo dà lo stesso al cliente il quale glielo fa notare: "Ma scusa, ti avevo detto esplicitamente ristretto!" Francisc, con disinvoltura prende il caffè, ne butta metà nel lavandino e dice: "E che problema ci sta? Ecco qua! Viv' zizì, ca quiss t' fa ben!"
Una signora chiede un bicchiere d'acqua naturale, Francisc prende una bottiglia sul banco con la scritta "frizzante" e la signora reclama dicendo: "Ma scusi, la volevo naturale" Lui risponde: "Non preoccupatevi, tanto la bottiglia è aperta da un mese, z'è sc'lata!"
Entra un romano con un cane e dice: "Che me dà un amaro lucano?". Francisc subito: "E che amar z’ piglia lu cuan?"
Arriva una bella signorina, prende un caffè e, chiedendo lo zucchero, dice: "Me lo da Dietor?" Francisc non comprende subito la richiesta della bella cliente e inizia a fare su e giù dietro il bancone, poi dice: "Eh, bella signurì, lo vuoi Dietor… e brava alla signurin".
Una mattina arriva un tizio ma va a sbattere contro l'auto di Francisc e rompe tutta la parte posteriore. Il cliente subito si scusa e i due si mettono d'accordo per pagare i danni. Francisc chiama una concessionaria di Benevento chiedendo se avesse i pezzi di ricambio, prende la cornetta e dice: "Pronto, senta, mi hanno rotto tutto il culo dell'…" e poi si ferma un attimo poiché non ricordava il modello della sua auto. Dall'altra parte il fornitore, vista la titubanza, rispose: "Di tua sorella, il culo di tua sorella…". E riattaccò.
Questo è Francisc, forse è un mancato comico! L'altra mattina aveva i capelli come un caprone (nu zurr) e mentre pagavo a Gianni, il figlio, è entrata una persona e lui gli ha detto: "Teng na cosa mies all coss, chiù la tuocc, e chiù z 'ngross, adduina ch iè?” (lu stigl). L'altra sera ne ha sparata un'altra: "Tat lu 'ngricca e mamma l'ammoscia, cos'è?" (era il sacco di farina).
Ma quante ne sa! Per raccontarle tutte ci vorrebbe una vita intera.
Mi raccomando, andate a trovarlo, vi rallegrerà un po' la giornata.

Auguri a tutti e buone feste da Charlie.

Ciao uegliù!

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