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A pagina 258 del
libro STORIA DELL'ARMA BIANCA ITALIANA di Cesare Calamandrei, edito
dalla Olimpia nel 1987 e ristampato poi nel 1999, è riportata la foto
di un curioso pugnale opera di un artigiano frosolonese e fatto nel
1932 in piena epoca fascista, la cui didascalia recita in questo modo:
Pugnale per la legione mutilati e invalidi mod. 35 Dagger for the
Legion of maimed and invalid soldiers, 1935
Ha l'impugnatura in metallo bianco-grigiastro argentato in un solo
pezzo terminante a testa di leone e con due elsi della crociera a forma
di teste d'aquila; al centro della crociera, su un lato compare a rilievo
il distintivo per mutilati, sull'altro uno scudetto con al centro un
fascio littorio volgente a destra. La lama è dritta a un filo e mezzo,
nervata. Il fodero è in acciaio argentato attacco metallico per il cinturino.
Al di sotto del fregio per mutilati compare il nome di una località
del Molise nota per la produzione di coltelli: FROSOLONE.
Trattasi di un coltello
adottato intorno al 1932 e regolamentato nel 1935 e mentre la versione
da ufficiali era argentata, quella da sottufficiali era brunita.
Da ricerche effettuate presso alcuni artigiani e anziani frosolonesi,
pare che il suddetto pugnale sia stato ideato e costruito da Peppe Lanza:
un noto artigiano frosolonese degli anni 30 che lavorava i coltelli
con una mano sola, essendo invalido. Era diventato bidello nel nostro
Ginnasio* dopo la sua riapertura e nel tempo libero si dilettava
a costruire coltellini delle più svariate forme: cani, gatti, cavalli,
ecc. come potete vedere nella figura ripresa da una cartolina con annullo
speciale fatta pubblicare nel 1998 dall'INAIL a Campobasso in occasione
del centenario della nascita dell'organizzazione. Fu proprio in questo
periodo che presumibilmente il nostro Lanza costruì siffatto coltello.
L'attribuzione del pugnale in oggetto a Lanza non è sicura al cento
per cento, né ho tantomeno la pretesa di aver rintracciato notizie su
un coltello che per la sua particolarità è certamente uno dei più prestigiosi
dell'epoca e anche uno dei più rari, visto che in giro ve ne sono soltanto
due esemplari e non a Frosolone, purtroppo. Una verità però credo che
non possa sfuggire a nessuno: mancanze di notizie di questo genere sono
conseguenza del fatto che nel nostro paese non esiste una pubblicazione
riguardante la storia del coltello frosolonese e molisano. Non c'è stato
uno studioso che negli anni abbia almeno provato a dedicarsi alla stesura
di un libro che potesse testimoniare la valenza dei nostri bravi artigiani,
coltellinai e forbiciai. Eppure esiste una vasta documentazione sia
fotografica che cartacea a riguardo. Aspettiamo fiduciosi una gradita
sorpresa per il prossimo anno!
*
Nel giugno del 1928, con un provvedimento improvviso, il Governo fascista
sopprimeva il R. GINNASIO di FROSOLONE, contemporaneamente segnando
la fine irrevocabile di molti altri Istituti classici dello stesso grado;
nel 1932, dopo soli 4 anni, lo stesso Governo fascista, con un provvedimento
spontaneo, richiamò alla sua delicata missione educativa questo Istituto,
il solo, dei tanti allora soppressi, che fu restituito alla vita e al
fecondo lavoro. Fu questa una prova luminosa della sua importanza. La
Direzione dell'Istituto fu affidata al Preside Prof. Carlo Jannella
e dopo 4 anni, in seguito a promozione di quest'ultimo, passò nelle
mani del Preside Prof. Giovanni Albanese.
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