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Nel paese di origine
di mia moglie, Venafro, quando una persona non riesce nel suo operato,
gli si dice "Va a cogl l'uliv". Da noi a Frosolone, essendo un paese
di montagna, quindi ricco di pascoli e povero di uliveti, si dice "Va
a pasc' l' pecur"; a Boiano "Va a zappà l'uort" e così di seguito… ma
il concetto è sempre quello e penso che a voi lettori sia ben chiaro.
Questi proverbi mi sono venuti in mente guardando i risultati elettorali
di alcuni candidati alle scorse elezioni regionali. Vorrei fare una
domanda ad alcuni ex candidati: "Ma voi pensate veramente che noi elettori
siamo così fessi??
"Va a cogl l'uliv è l'invito che voglio fare a quel candidato alle regionali
che 10 giorni prima delle votazioni voleva offrirmi un caffè in un bar:
solo per educazione non l'ho buttato fuori a calci nel sedere!! Ma come?!
Durante il periodo "non elettorale" non ci conosciamo neppure, né una
parola, né un saluto e poi a 10 giorni dal voto vuoi comprarmi con un
caffè?
Durante la campagna elettorale avvengono cose assurde, che già da sole
la dicono lunga sulla politica. Ad esempio, gente che conosci appena
e viene a casa, ti abbraccia e quasi con le lacrime agli occhi dice:
"Questa volta possiamo 'farcela', dobbiamo essere uniti per gestire
insieme la 'cosa' pubblica". Frase che detta da una bella candidata
donna, avrà un'interpretazione ambigua ma pur sempre logica, considerando
il dubbio! Altrimenti trova luogo nell'archivio di chi ha la faccia
tosta di dire certe cavolate.
Questa non è una polemica, neppure una critica ma è solo per ribadire
argomenti che sono a conoscenza di tutti. È noto a tutti che qualche
settimana prima delle votazioni, per accattivarsi le simpatie degli
elettori, i candidati iniziano prima con dei bei sorrisi amichevoli,
poi con dei "ciao" con la scia ("ciaoooo") non tralasciando qualche
lampeggio con i fari dell'auto, come se volessero dire "Vid ch'ià fa!".
Se poi si fa una passeggiata in piazza non si riesce a fare più di un
metro senza che qualcuno ti fermi e ti dia la mano; se siete davanti
ad un bar vi offrono da bere per non parlare di cene e cenette tanto
che un mio amico anonimo (Fiorin) è ingrassato di 15 chili!
Si dice che salutare è un dovere e rispondere è un obbligo; mi permetto
di aggiungere che è un dovere sempre, non solo in campagna elettorale.
Per fortuna i nostri politici non sono tutti così e voglio congratularmi
con loro per i voti ricevuti a testimonianza della stima e della fiducia
che la gente ha nei loro confronti. Ma ahimè, se in un piccolo paese
sono più i candidati che gli elettori credo che non si possano ottenere
grossi risultati. Prendo come esempio il mio caso: avevo un cugino,
una cugina e cinque amici candidati… invece delle elezioni regionali
mi sembravano le comunali!!!
Nonostante una massiccia candidatura frosolonese, però, molti voti sono
"volati via" ad alimentare liste di non compaesani e a far sì che ora
non abbiamo alcun rappresentante di Frosolone. È questa, forse, la cosa
più grave che dovrebbero analizzare i nostri candidati, per vedere dove
hanno sbagliato, se uno sbaglio c'è stato. Leggendo alcune riviste di
statistica, ho notato che in Italia quasi il 65% dei nostri amministratori
è laureato in medicina e giurisprudenza e mi sono chiesto cosa spinge
un oculista o un dentista a voler amministrare o gestire un paese, una
provincia o una regione. Per vari motivi, oggi più di ieri, c'è bisogno
di gente preparata, qualificata; ad esempio, per gestire il bilancio
di un ente pubblico è sicuramente più adatto un buon commercialista
piuttosto che un buon ginecologo, non trovate??
Se non erro, il primo articolo della Costituzione Italiana, dice che
la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro; il lavoro è un diritto
e come tale dovrebbe spettare a tutti. Lo sanno bene i nostri dottori
di tutte le facoltà, poichè a loro è stato detto o insegnato fin dai
primi anni di studio. Nella realtà, però, non è proprio così perché
il lavoro o te lo crei, se ne hai la capacità, oppure devi ringraziare
chi te lo dà e lo crea per te, ma certamente non cade dal cielo.
La politica attuale sta ammazzando il lavoro e non parlo di sinistra,
centro o destra, tanto appartengono tutti allo stesso partito e non
fanno niente per creare posti di lavoro, anzi in alcuni casi danno dei
finanziamenti a persone fuori regione che dopo un anno di lotte e reclami
si "fregano" i soldi e portano le nostre aziende in altre regioni com'è
capitato a qualche marchio importante del Molise che ha chiuso con tutte
le conseguenze del caso.
Siamo diventati un paese di anziani! Giorni fa parlavo di questo con
la Dottoressa Trillo, che stimo molto e colgo l'occasione per salutare.
Muoiono più giovani che anziani e questo è dovuto al fatto che oggigiorno
per gli anziani, per fortuna, è stato fatto tanto e mi auguro che continuino
a fare sempre di più, ma per i giovani non è stato fatto nulla, anzi
continuano a toglierci quelle poche cose che avevamo. Cito un esempio.
Un anziano che accusa un minimo dolore va dal medico perché di tempo
ne ha, quindi si siede con calma, aspetta il proprio turno chiacchierando
con altri pazienti, non paga ticket, analisi, ecc., fa la sua bella
cura e si rimette in sesto, tornado regolarmente al controllo e questo
è sicuramente un bel risultato.
D'altro canto, invece, il giovane, per come vanno le cose oggi, non
può permettersi di stare tre ore in sala d'attesa. Già dal medico ci
va solo quando il dolore diventa insopportabile! Se poi bisogna fare
tutta una serie di analisi per le quali occorrono tanti soldi e ore
di lavoro perse, alla fine ci si rinuncia. Ora hanno messo anche il
ticket sul 118 così che, se uno la notte non si sente molto bene, ci
pensa su due volte prima di andarci per accertamenti.
Cari politici se non siete capaci di garantire e creare lavoro per i
giovani, almeno metteteci in condizione, in caso di malattia, di prevenire
e curarci.
Un consiglietto da Charlie ai nostri politici: bisogna seminare, aspettare
e poi raccogliere… questo vale sia per l'orzo sia per i consensi.
Ciao uegliù!
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