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In vista dell’XI
Edizione della Mostra Nazionale delle Forbici e dei Coltelli, che si
terrà a Frosolone dal 10 al 14 agosto e della Festa della Forgiatura
che si terrà il 13 agosto, si è voluto fornire una breve descrizione
di come l'attività dei coltellinai e dei forbiciai avesse un ruolo predominante
nella realtà frosolonese e di come, ancora oggi, sia particolarmente
sentita.
L'artigiano è stato
il lavoro principale della nostra terra fin dai tempi più remoti. Le
origini dell'artigianato non sono precisabili nel tempo ma, considerando
la tipologia dei luoghi, la vocazione del territorio, la lontananza
dai centri maggiori, lo spirito di questo popolo tramandatosi nei secoli
non è difficile ipotizzare che i primi artigiani fossero gli stessi
pastori Sanniti che vivevano sulle nostre montagne.
Fino a qualche decennio fa era un pullulare di botteghe artigiane. Nei
suoi innumerevoli vicoli si udivano i tintinnii dei martelli che forgiavano
sull'incudine coltelli e forbici, si sentivano gli odori acri delle
lavorazioni con il fuoco, si vedevano fumi e scintille, si percepiva
in modo palpabile il lavoro duro e creativo di un intero popolo. Non
vi era famiglia che non avesse in casa un coltellinaio o un forbiciaio.
Le varie fasi lavorative dell'artigianato locale delle forbici e dei
coltelli avevano nomi particolari, non sempre decifrabili per quanto
riguarda l'origine dialettale. Spesso si tratta di modi di dire fantasiosi,
ma semplici, sempre strettamente legati al gergo tipico degli artigiani.
Tutti gli abitanti del posto, comunque, erano pienamente a conoscenza
dei vari significati delle parole tipiche non solo per il grande numero
di botteghe esistenti, ma proprio per il fatto che non era raro vedere
lavorare, accanto ai padri, i figli pure minori e le mogli all'occorrenza.
L'artigianato era pertanto profondamente penetrato nella vita di tutti
i giorni, non solo per l'economia che generava, ma anche per la sua
cultura, la sua storia, la sua struttura organizzativa. Nelle botteghe
difatti, non era strano vedere organizzare qualche spuntino, quando
era il periodo dei maiale, delle pizze con i ciculi, delle pizze al
pomodoro o del pane fumante appena uscito dal forno, oppure delle vere
e proprie cenette cucinate sul fuoco della forgia: lavoro e vita, vita
e lavoro strettamente legati.
Le parole dialettali delle singole fasi lavorative, anche per questo
motivo, non debbono essere perse, ma scritte nelle pagine della storia
dell'artigianato. Ecco alcuni termini tipicamente utilizzati:
- assttà (operazione per far combaciare bene le due lame)
- pulì ch lu lusctr (pulitura con stracci)
- taglià l paccarell ch la csoll (taglio con cesoia della lamiera
di placchette in pezzi adeguati)
- apparà l bucchett (appaiare con lima sulle placche di lamiera).
L'artigiano di Frosolone operava principalmente nel campo dei ferri
da taglio: coltelli, forbici, falci, tosatrici, cesoie ed altro. Sarebbe
un errore, però, ritenere che lo spirito lavorativo del popolo di questo
piccolo centro montano si esaurisse solo in questa tipologia. Esistevano
tantissimi mestieri che prendevano con la passione, oltre che per l'esigenza
del vivere, i cittadini frosolonesi. Essi, anche per il fatto che il
paese non ancora si sviluppava urbanisticamente al di fuori della cerchia
muraria medioevale, vivevano e operavano nel centro storico. Non vi
era famiglia che non si dedicasse all'artigianato anche perché questo
non sempre era un lavoro fisso o unico: molto spesso il contadino costruiva
setacci o prodotti in legno, il fabbro inventava attrezzi, serrature,
bilance o faceva anche il fotografo, lo stesso coltellinaio si dedicava
anche ai fuochi pirotecnici o a suonare nella banda locale.
Erano oltre 150 le botteghe degli artigiani. Se ne ricordano le ubicazioni
e le persone che vi lavoravano dentro. Molte di queste persone sono
scomparse, altre sono emigrate in altri luoghi, in altre città, in altre
nazioni, per iniziare altri mestieri.
Negli anni '60 il "miracolo economico italiano", fenomeno positivo in
termini generali, contribuì ad accentuare vertiginosamente l'abbandono,
già verificatosi verso l'America dopo la prima guerra mondiale. In particolare
le forze giovanili si allontanarono da Frosolone in cerca di un lavoro
più sicuro, nelle fabbriche del nord, di Torino e altrove, per affrontare
con più sicurezza economica la vita che qui in paese era sempre stata
dura e faticosa. Molti cambiarono anche attività, purtroppo lontano
dal Molise, lontano dal sud, lontano da Frosolone.
Tanti di questi giovani, però, non dimentichi della loro formazione,
hanno dato prova di grande vitalità raggiungendo là dove si insediavano
posizioni spesso di prestigio nel proprio lavoro (notissimo, e primo
fra tutti, Mike Miranda che costruì col suo lavoro e le sue capacità
imprenditoriali una grandissima coltelleria in Providence, negli USA,
la più grande coltelleria del mondo con oltre 3000 dipendenti, poi Paolantonio,
che fece una coltelleria con 100 dipendenti, entrambi coltellinai di
Frosolone emigrati nei primi anni del XX secolo).
Purtroppo quella vitalità che ha dato linfa vitale là dove si trasferirono
questi frosolonesi è mancata a Frosolone che ne avrebbe avuto tanto
bisogno.
Delle circa 150 botteghe degli anni '50, quando il paese contava ben
5000 abitanti, ne sono rimaste oggi solo una decina pur se con un numero
di addetti ben superiore a quello precedente. In quel periodo florido
di aziende, le stesse avevano in media tra 1 e 3 addetti, mentre oggi
le 7 aziende hanno un numero di addetti totale di oltre 100 unità, più
l'indotto.
La trasformazione da aziende micro ad aziende di dimensioni nella media
nel settore, nonché il continuo progredire di quelle rimaste attive,
hanno permesso di assicurare un reddito in linea con la media nazionale
consolidando, in questo modo, anche le condizioni economiche. Di conseguenza
si è assistito alla continuità e al progresso delle attività nel territorio.
Le aziende che attualmente producono forbici e coltelli sono: De Luca
Coltellerie, Coltellerie Francesco Fraraccio Frosolone, Coltellerie
Michele Fraraccio, La Lupa Coltellerie, Coltellerie Paolucci, Permanente
Coltellerie e Rocco Petrunti Coltellerie.
Numerosi sono, invece, gli artigiani che individualmente producono forbici
e coltelli tra i quali: Colarusso Michele, Colavecchio Giovanni, Francescone
Nicola e Piscitelli Vittorio.ù
Sul
sito http://www.coltelleriepaolucci.com/artigianato/artigiani.htm,
trovate l’elenco di tutti gli artigiani, chiunque volesse segnalare
qualche errore o omissione può dirlo alla nostra redazione.
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