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Quest'anno ricorre
il 30° anniversario del 1° agosto, la festa più sentita ed attesa da
tutti i frosolonesi. Ecco perché abbiamo deciso di ripercorrere la storia
di questo importante tradizione ormai consolidatasi ed entrata a far
parte del patrimonio di ognuno di noi.
La festa trae origine da una funzione religiosa che affonda le sue
radici nel XIII secolo quando Papa Innocenzo III, su richiesta di San
Francesco, concesse un'indulgenza plenaria, detta "il Perdono di Assisi",
in occasione della festa della Madonna degli Angeli (2 agosto). Si parla
di indulgenza plenaria perché con la confessione, la comunione e la
preghiera per il Papa si ottiene il perdono di tutti i peccati, non
solo per i vivi, ma anche per i defunti per i quali si prega.
La presenza
a Frosolone della Chiesa di San Rocco, sede del Terzo Ordine francescano,
permise il coinvolgimento nel più ampio itinerario delle indulgenze
plenarie e dunque lo svolgimento, nel paese, della funzione. I fedeli
dopo aver partecipato alla Messa nella Chiesa di San Rocco percorrono
un itinerario ideale tracciato dall'interno della Chiesa alla croce
in pietra situata di fronte la Chiesa stessa per poi ritornare all'altare
attraverso una porta secondaria; tale rito è ripetuto per 3 volte (ecco
perché si parla di "passate") ed è proprio nel suo svolgersi che i fedeli
chiedono la remissione di ogni peccato e la salvezza dell'anima.
L'evento ha assunto nel corso degli anni una maggiore risonanza dovuta
alla vasta platea di pellegrini e viandanti richiamati dall'importante
funzione. Sono nati così momenti di incontro e di scambio che hanno
contribuito a potenziare il nostro paese. Più tardi la festa religiosa
del 2 agosto è stata anticipata dalla festività civile del primo caratterizzata
dal passaggio nelle vie del paese di un carro allegorico trainato da
buoi ed addobbato con lo scopo di coinvolgere i cittadini e i pellegrini
a partecipare a riti ed eventi.
Prendendo spunto dall'unico carro citato, ben 30 anni fa si è dato inizio
alla tradizionale sfilata dei carri allegorici che rappresentano scene
di via quotidiana e rurale, parodie di eventi della nostra storia locale,
situazioni paradossali; la fantasia dei frosolonesi si sbizzarrisce
nella proposizione di scenografie messe in scena da improvvisati attori
mentre si percorrono le strade del paese.
Ogni carro è fatto di oggetti di valore o meno appartenenti a case contadine
e baronali, gli abiti sono recuperati dall'armadio del nonno: insomma
ognuno di essi è un vero e proprio "pezzo" della storia frosolonese.
Siamo così giunti ad oggi: non dobbiamo far altro che attendere la tradizionale
sfilata, ammirare i lavori e tifare per l'uno o per l'altro carro in
questo giorno speciale dove tutti viaggiamo un po' nel tempo ripercorrendo
la storia passata.
Il tutto, naturalmente, accompagnato da una buona mangiata di "baccalà
e peperuol".
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