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Mi capita molto spesso di ricevere (amichevoli) richieste di consulenza per l'acquisto di un nuovo computer, solitamente da persone "mature", perché i giovani (quasi tutti), fortunatamente, ne sanno più di chiunque altro.
La domanda ricorrente è "qual è il migliore?"; oppure la richiesta-tipo è: "trovamene uno che fa tutto!" o ancora "io non ci capisco ma deve essere buono!".
Richieste di questo tenore, è chiaro, fanno sorridere però evidenziano, o meglio, continuano ad evidenziare, lo stesso problema, e cioè che la cultura tecnologica è ancora un obiettivo da raggiungere.
Continuiamo a vivere immersi nella tecnologia ma la utilizziamo male, inconsapevolmente e per omologazione, e, soprattutto, continuiamo a comprare Ferrari senza aver mai guidato nemmeno una Panda.
La nostra unica preoccupazione è quella di accertarci di acquistare "l'ultimo tipo". Quello che ha mille opzioni e mille funzioni. Non fa niente se ne sappiamo usare solo due, l'importante è possedere la tecnologia e non utilizzarla.
Nelle nostre tasche troviamo l'ultimo supertecnologico cellulare che usiamo solo per chiamare e rispondere alle telefonate, o al massimo, per i più intraprendenti, inviare SMS. Ma c'era bisogno di spendere 900 euro? Per questo tipo di utilizzo bastava un cellulare da 90 euro.
Nelle nostre case troviamo computer faraonici che vengono utilizzati per scrivere qualche lettera e per collegarsi ad Internet. Ma c'era bisogno di spendere migliaia di euro per fare questo?
Bastava meno della metà per avere un computer già sovradimensionato rispetto alle effettive esigenze, conoscenze e capacità operative.
Sono diversi anni che ho lo stesso cellulare e funziona benissimo. Mi permette anche di scattare fotografie (funzione che avrò usato due volte l'anno, anche perché se desidero fare delle foto utilizzo la fotocamera digitale. Elementare!), di inviare e ricevere SMS e MMS e ha una buona rubrica, insomma quanto basta per un utilizzo "umano".
Eppure in più di un'occasione mi sono sentito quasi rimproverare con frasi del tipo "ehhh ancora con questo coccio!" … "ma come, uno come te, gira con un telefonino vecchio di tre anni!"; il tutto accompagnato da sguardi compassionevoli, come se avessi una brutta malattia.
Poi, però, quando provo a chiedere quale sia la differenza tra UMTS e GPRS o la differenza tra analogico e digitale mi sento rispondere che sono cose che non interessano, l'importante è avere l'ultimo tipo di cellulare da poter ostentare come status symbol.
Insomma, ignorante sì, ma basta che non si veda!
Ma poi, come si fa a pensare che uno che ha un telefonino da 1.000 euro o altre sofisticate diavolerie elettroniche da migliaia di euro possa essere un ignorante!.
In effetti ci troviamo di fronte ad una nuova specie: l'Homo technologicus deficientum.
È facile riconoscerlo. Ha un'età compresa tra i 30 e i 60 anni. Vive in branco. Riconosce i suoi simili dal tipo di suoneria del proprio cellulare. Invia e riceve centinaia di importantissimi messaggini al giorno del tipo "butta la pasta, sto arrivando!".
In auto ha un super navigatore satellitare che utilizza anche per andare a comprare le sigarette. Parla un linguaggio sconosciuto, comprensibile solo ai suoi simili. Pensa che il televisore al plasma (42 pollici, ultimo tipo, alta definizione) appena acquistato, sia un televisore che funzioni grazie al sangue animale. Altrimenti perché l'avrebbero chiamato TV al plasma!? È convinto che Internet sia un prodotto creato da una famosa squadra di calcio.
Pensa che l'AIDS e L'ADSL siano la stessa cosa, solo che l'ADSL è un po' più veloce!
Da quando ha sentito parlare di virus, usa i guanti in lattice per navigare in Internet.
Lo si può incontrare, sicuramente, nei grandi centri commerciali. Basta entrare da Euronics, Eldo e catene di negozi di questo tipo. Appena entra lo riconoscono tutti, in particolare i commessi che, terrorizzati dalle sue domande, cercano di nascondersi. Ma a lui non si sfugge. Troverebbe un commesso anche nel bagno delle donne e, appena agguantato, inizia a sparare cavolate! ...parla di cose a lui sconosciute, chiede l'inverosimile. Pensa di essere esperto di tutto e pretende la massima attenzione.
Il problema è che nessuno sa di cosa stia parlando.
Ogni tanto qualche commesso prova a fingere un malore, per uscire da quella paradossale situazione, ma lui è anche esperto di telemedicina, il suo mega-cellulare fa anche la risonanza magnetica!
Alla prossima e… mi raccomando, continuate a visitare www.inforconsult.it
Novità in arrivo!
Saluti a tutti.
Tiziano Primerano
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