FROSOLONE: ARIA, MONTI E...
VE LO DICO IO...
di Charlie

Frosolone è sicuramente uno dei paesi più belli ed evoluti del Molise. Con il suo artigianato, i prodotti tipici caseari, i funghi, i tartufi, le carni locali, il vino… fa gola ai turisti che in alternativa al caos e al caldo delle spiagge vogliono passare qualche giorno in montagna gustando i sapori e gli "odori" in piena natura.
Qualche emittente televisiva locale lo descrive come un piccolo Paradiso terrestre, dove tutto scorre liscio, tutto è perfetto e non c'è delinquenza. C'è una palestra, una piscina, un palazzetto dello sport, campi di calcio, un bocciodromo, case per anziani, associazioni di beneficenza, fiere, mostre, un museo, strade perfette e chi più ne ha più ne metta. Un vero vanto per l'amministrazione attuale e per quelle precedenti. Dato che io amo il mio paese, ho voluto constatare di persona se questo piccolo Paradiso esiste davvero e, infilandomi scherzosamente nei panni di un turista in cerca di avventure, ho deciso di partire.
Passo a prendere un amico (Fiorin) e, munendoci di telecamera, ci accingiamo ad arrivare a Frosolone, uscendo per Sant’Elena. Prima di arrivare in paese abbiamo notato una grossa azienda bovina sita a 500 metri dal centro del paese in una zona dove le passeggiate serali vengono "accarezzate" da una brezza aromizzata (tipica della montagna).
Lasciandoci alle spalle la stalla si incomincia ad intravedere il paese: bello, maestoso, visto da certe posizioni sembra quasi una grande città. Di colpo mi sono trovato su un curvone talmente largo che, indeciso sul da farsi, stavo per uscire di strada. Un piccolo consiglio per il progettista (che sicuramente "viaggiava"): le curve si allargano all'inizio o alla fine ma non al centro delle stesse altrimenti non servono a niente e possono diventare più pericolose.
Stiamo per arrivare alla periferia ma devo fermarmi 4-5 volte perché, davanti ad un supermercato, ci sono una serie di macchine parcheggiate in doppia fila; dico all'amico Fiorin: "Così non si può andare avanti!!" Lui risponde: "Ci credo! Se non si tolgono come puoi andare avanti?" (ha fatto la battuta).
Dopo qualche "vaffa", arriviamo finalmente in paese e vediamo una magnifica fontana; giriamo a destra e scorgiamo un bellissimo castello, antichissimo, con un bel distributore sotto, con le sue belle colonnine per il rifornimento e le sue belle cisterne (per fortuna sotto terra).
Ci fermiamo ed entriamo in un bar a prendere un caffè e ascoltiamo dei giovani che parlano di furti; dicevano che a Frosolone, nel giro di due mesi, hanno commesso più di 15 rapine in appartamenti e locali, non tralasciando le auto. Chiediamo al barista dove comprare dei dolci e ci indica una pasticceria ad un chilometro fuori dal paese. La cosa che mi colpisce di più è che a 500 metri c'è un ponte che, a dispetto del primo, hanno fatto troppo stretto! Sembrerà una barzelletta ma sicuramente lo avrà rifatto lo stesso progettista.
Il pasticciere (persona simpaticissima) ci racconta del ponte "d 'Mbicc" sul quale, prima del rimodernamento, potevano tranquillamente transitare 2 macchine contemporaneamente mentre ora si transita a targhe alterne (ne sa qualcosa Gianni Piomb).
Salutiamo il pasticciere e partiamo verso la montagna per respirare un po' d'aria pulita. Lungo il tragitto intravediamo una grossa nuvola che avvolge il paese fino alla frazione di Sant'Anna: una bella nuvola di polvere che esce da una delle due cave di pietra che adornano la nostra montagna. Dopo aver documentato il tutto con la videocamera, andiamo a far visita al campo eolico, nato come campo prova e che adesso verrà ampliato con tutta una serie di pali molto più grossi a testimonianza di una vecchia tradizione e cultura del nostro paese. Piccolo consiglio anche per gli amministratori locali: le centrali eoliche vanno bene per la strada che porta a Foggia, non certamente su una bella montagna come la nostra, destinata a risorsa per il turismo. Dieci anni fa qualcuno poteva pensare che le centrali eoliche potevano portare qualche visitatore, ma oggigiorno sono dappertutto.
Lasciamo il campo eolico e ci dirigiamo in una zona dove c'è scritto: aree attrezzate per il pic-nic. Notiamo, però, che non ci sono tavoli, né panche, né parcheggi, né recinzioni per gli animali… allora lo facciamo notare ad un vigile urbano che ci "consiglia" di non parcheggiare sul prato altrimenti ci avrebbe fatto la multa… ma noi pensiamo che le auto tascabili non le hanno ancora inventate quindi, su una strada larga un metro e mezzo, o parcheggi sul prato o ti devi portare dietro il mago Silvan. Per quanto riguarda le insegne (aree pic-nic) sicuramente sono lì perché hanno trovato delle insegne a stock e quindi le hanno piazzate un po' qui e un po' là. Un boyscout ci ha detto che una volta i tavoli e le panche c'erano ma poi qualcuno le ha "requisite".
Stanchi, dopo una mezza giornata da turisti (anzi, da gran turismo perché forse non ci credete ma durante tutto il tragitto abbiamo contato circa 200 buche sulla strada asfaltata, un percorso ottimo per fare gare di rally), decidiamo di tornare a casa.
Dopo cena, mentre spiego a mia moglie che la polvere che toglie ogni giorno dai mobili proviene da quella bella nuvoletta di pietre polverizzate, sento da quella emittente televisiva che hanno trovato un cagnolino smarrito e chiamando in redazione lo si può adottare… che dolcezza, mi hanno toccato il cuore a tal punto che mi hanno dato lo spunto per scrivere questo articolo.
Il cagnolino indubbiamente deve essere aiutato ma ci sono un po' di cose nel nostro paese che vanno riviste. Riguardo le “rinfrescate” che ogni giorno caratterizzano Frosolone, se ti trovi con un amico non frosolonese e che non conosce la causa di quel puzzo, sappiate che l'imbarazzo sale alle stelle e che, passato il rossore dovete spiegargli che non c'entri niente, anche se credo che il "dubbio" gli rimanga.
Ci sono cose molto più gravi che andrebbero risolte; io ne ho citate ironicamente solo qualcuna, perché il tempo non è molto, altrimenti ce ne sarebbe da scrivere per mesi...

Ciao uegliù!

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