UN'ESTATE ATIPICA
di Livia Mainella

L’estate è finita da poco e a Frosolone iniziano quelle lunghe giornate di freddo. I pochi rimasti, in piazza, parlano degli avvenimenti che ci hanno accompagnato questa estate. Chi più e chi meno ne trae qualcosa di buono.
Purtroppo però, a Frosolone, ritenuto da tutti un posto tranquillo dove poter trascorrere giorni in totale relax, ultimamente ci sono stati degli avvenimenti davvero sconcertanti. Si sono infatti verificati diversi furti. Naturalmente all'inizio si pensava fosse una cosa "capitata per caso" e ognuno nel discutere dava opinioni ed indizi (più o meno veri) come spesso accade.
Però la “cosa” si è ripetuta diverse volte e da qui tutti hanno iniziato a pensare che la situazione fosse più seria del previsto. Il terrore ormai è sentimento comune e ci si rende conto che la tranquillità di Frosolone forse non è più la stessa.
Nell'ultima festa del paese, a Colle Carrise, alcune famiglie sono state visitate da questi malviventi e da lì il precipizio. Infatti quella sera tutti hanno lasciato la sagra e si sono recati presso le loro abitazioni, per paura e per vedere di persona se anche le loro case fossero state danneggiate.
Teppisti, drogati, poveretti senza un briciolo di orgoglio o qualcos'altro, questo non si sa, rimane solo il fatto che sono esseri infami, prive di senso contro ogni regola.
Personalmente, parlo per esperienza diretta, posso dire che questi malviventi lasciano una scia dentro casa che senti per diversi mesi. Una sensazione di privacy turbata, un continuo guardarsi alle spalle e la perenne sensazione di trovare qualcuno in casa. È un sentimento da cui non ci si riesce a liberare e, ahimè, la cosa brutta è che anche i bambini ne risentono fortemente; stare lì a guardare il terrore nei loro occhi è una sensazione davvero orribile. Penso che queste persone siano spinte da un nulla, siano prive di orgoglio e principi. A loro, se stanno leggendo, posso solo dire di pensare a tutti i bambini e al male che fanno loro e riflettere su cosa accadrebbe se fossero loro le vittime.
Forse una vera riflessione potrà avvenire solo in età avanzata, quando si guarderanno indietro e vedranno cosa hanno costruito e come lo hanno realizzato; in quel momento ai loro occhi apparirà qualcosa, qualcosa di molto grande, forse un "impero", ma è un "impero" che vedranno solo loro, agli occhi di tutti sarà il "nulla".
A queste persone non auguro nulla di male, perché è contro il nostro credo ma piuttosto spero che alla loro famiglia non possa mai capitare nulla di simile. Quanto a noi, ci hanno portato via qualche soldo o qualche oggetto d'oro, ma ci hanno anche privato di una serenità che solo con il tempo potremo riconquistare. A differenza loro a cui nessuno e neppure il tempo potrà mai ridare la tranquillità nell'anima.
Ci auguriamo tutti che questi episodi possano avere fine, ma l'augurio più grande è quello di trasmettere ai nostri figli, sin da piccoli, il senso dell'onestà, del lavoro, dei soldi, perché solo così forse potremo fare in modo che in futuro ciò non avvenga più.
Dobbiamo capire tutti che i soldi sono importanti, che vivere senza è difficile: riconosciamo, però, che anche con pochi soldi si può sopravvivere.

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