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CIASCUNO LA SUA SCUOLA |
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In Algeria si impara a leggere il Corano, il testo sacro della religione musulmana. I bambini cantano i versi del Corano a memoria, in coro. Così imparano anche l'alfabeto arabo, che ha 27 lettere. All'inizio scrivono sulla sabbia, poi, quando sono diventati bravi, scrivono sulle tavolette di legno con pennini di bambù inzuppato di inchiostro. Spesso vanno a scuola a piedi, in gruppi di amici. Nei piccoli villaggi dell'Africa i bambini devono fare molti chilometri a piedi, nella foresta o nella savana, per raggiungere la scuola più vicina. La scuola è fatta come una capanna, con il tetto di paglia e le finestre lasciate aperte, senza vetri, così circola l'aria e si resiste al caldo. I bambini in Russia a scuola imparano l'alfabeto cirillico, che ha 33 lettere. La scuola comincia il primo settembre con una festa e gli scolari regalano alle maestre i loro fiori preferiti. In Cina bisogna imparare non le lettere, ma gli ideogrammi, che sono disegnini che rappresentano i concetti della parole. A nove anni i bambini cinesi devono saper leggere e scrivere tremila ideogrammi; ottomila alla fine della scuola. In tutto ce ne sono sessantamila, ma molti non si usano più, per fortuna. Dicono che il difficile è imparare i primi millecinquecento, poi tutto si semplifica… In Australia, dove c'è tanto spazio e poca popolazione, a volte le fattorie sono lontanissime dai centri abitati, e i bambini che abitano lì non possono frequentare la scuola con i loro coetanei. Però le autorità hanno studiato un altro modo per farli studiare: via computer, con programmi speciali. Una volta, quando il computer non c'era, la scuola arrivava via radio o via televisione… In Giappone le lezioni cominciano alle 8 del mattino con mezz'ora di ginnastica. Se il tempo è bello, la ginnastica si fa all'aperto, nel cortile della scuola. |