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"A
carnevale ogni scherzo vale". È questo il periodo dell'anno in cui tutto
è concesso, un periodo di divertimento assoluto, di scherzi, maschere,
di totale libertà.
È una festa molto antica che risale all'epoca degli Egizi che celebravano
feste, manifestazioni pubbliche e riti in onore della dea Iside. I Greci,
invece, onoravano il dio Dioniso con grandi celebrazioni, riti e sagre.
Nei Baccanali* e nei Saturnali** degli antichi Romani, man mano che
si è perso il significato rituale, si ritrovano manifestazioni più simili
alle nostre tradizioni popolari del carnevale, con maschere e danze
nelle strade. Durante i Saturnali, inoltre, venivano sospese le leggi
e le norme vigenti ed anche la plebe e gli schiavi si dedicavano ad
un periodo di festa e di vera e propria dissolutezza.
È stato, poi, durante il medioevo che, con la discesa dei popoli barbari
e la commistione dei loro usi e costumi con le tradizioni locali dei
Paesi del Mediterraneo, si è avuta la personificazione del carnevale
in un uomo o in un fantoccio.
Il nome Carnevale deriva dal latino "carnem levare" ed, infatti, indicava
il banchetto, in cui si aboliva la carne, che si teneva prima che iniziassero
l'astinenza e il digiuno della quaresima. Come spesso accade nelle nostre
tradizioni il sacro ed il profano si uniscono e il carnevale diventa
l'occasione per "godersela", per togliersi qualche inibizione e, dietro
una maschera, prendersi qualcuna di quelle libertà a cui normalmente
dobbiamo rinunciare, l'occasione per approfittare del tempo a disposizione
prima dei lunghi quaranta giorni di morigeratezza della Quaresima.
Ed ecco che allora mia madre e zio Celidonio, come tanti bambini frosolonesi,
giocavano a "lu ngingerngiò"; in tanti si mascheravano e scendevano
in strada, era una festa per tutti. E poi c'era la quadriglia dei 12
mesi dell'anno, il processo a Carnevale, la lettura del testamento…
Che peccato che col tempo queste tradizioni popolari si vadano perdendo!
Cambiano i tempi, noi siamo diversi dai bambini e i ragazzi che erano
i nostri genitori, abbiamo anche noi le nostre feste e i nostri modi
di divertirci, ma è bello anche mantenere in vita certi usi e costumi
che fanno tornare indietro di qualche anno i "grandi" e fanno capire
a noi da dove veniamo e con quali piccole cose semplici possiamo divertirci.
Per fortuna, però, ogni tanto c'è qualcuno, probabilmente sentimentale
come me, a cui piace riproporre le tradizioni di Frosolone! E nel corso
di questi anni ci sono state nuove belle edizioni della festa di carnevale.
Speriamo vi sia piaciuta anche l'edizione di quest'anno! L'augurio è
che nessuno di noi dimentichi mai le nostre feste e che ci siano sempre
persone che sappiano ridere di se stesse e prendersi un po' in giro,
con la voglia di divertirsi e far divertire con poco, magari solo una
maschera!
*
Il Baccanale è un'antica festa a sfondo propiziatorio. Il nome è di
origine romana e deriva da rituali dedicati a Bacco, ma la sua origine
è più antica, probabilmente risale alla Magna Grecia e si è fortemente
radicata nei territori campani e lucani. Già all'epoca romana, ma probabilmente
anche prima, era una festa orgiastica divenuta in un secondo momento
(o forse ritornando alle origini) propiziatoria degli dei tipicamente
in occasione della semina e delle messi.
**
I Saturnali erano un'antica festività della religione romana dedicata
all'insediamento nel tempio del dio Saturno e alla mitica età dell'oro;
si svolgevano dal 17 al 23 dicembre, come stabilito da Domiziano. I
saturnali avevano inizio con grandi banchetti, sacrifici, a volte orge.
Durante questi festeggiamenti era sovvertito l'ordine sociale: gli schiavi
potevano considerarsi temporaneamente degli uomini liberi, e come questi
potevano comportarsi; veniva eletto, tramite estrazione a sorte, un
princeps - una sorta di caricatura della classe nobile - a cui veniva
assegnato ogni potere.
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