A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE
di Rossella Colavecchio

"A carnevale ogni scherzo vale". È questo il periodo dell'anno in cui tutto è concesso, un periodo di divertimento assoluto, di scherzi, maschere, di totale libertà.
È una festa molto antica che risale all'epoca degli Egizi che celebravano feste, manifestazioni pubbliche e riti in onore della dea Iside. I Greci, invece, onoravano il dio Dioniso con grandi celebrazioni, riti e sagre. Nei Baccanali* e nei Saturnali** degli antichi Romani, man mano che si è perso il significato rituale, si ritrovano manifestazioni più simili alle nostre tradizioni popolari del carnevale, con maschere e danze nelle strade. Durante i Saturnali, inoltre, venivano sospese le leggi e le norme vigenti ed anche la plebe e gli schiavi si dedicavano ad un periodo di festa e di vera e propria dissolutezza.
È stato, poi, durante il medioevo che, con la discesa dei popoli barbari e la commistione dei loro usi e costumi con le tradizioni locali dei Paesi del Mediterraneo, si è avuta la personificazione del carnevale in un uomo o in un fantoccio.
Il nome Carnevale deriva dal latino "carnem levare" ed, infatti, indicava il banchetto, in cui si aboliva la carne, che si teneva prima che iniziassero l'astinenza e il digiuno della quaresima. Come spesso accade nelle nostre tradizioni il sacro ed il profano si uniscono e il carnevale diventa l'occasione per "godersela", per togliersi qualche inibizione e, dietro una maschera, prendersi qualcuna di quelle libertà a cui normalmente dobbiamo rinunciare, l'occasione per approfittare del tempo a disposizione prima dei lunghi quaranta giorni di morigeratezza della Quaresima.
Ed ecco che allora mia madre e zio Celidonio, come tanti bambini frosolonesi, giocavano a "lu ngingerngiò"; in tanti si mascheravano e scendevano in strada, era una festa per tutti. E poi c'era la quadriglia dei 12 mesi dell'anno, il processo a Carnevale, la lettura del testamento…
Che peccato che col tempo queste tradizioni popolari si vadano perdendo! Cambiano i tempi, noi siamo diversi dai bambini e i ragazzi che erano i nostri genitori, abbiamo anche noi le nostre feste e i nostri modi di divertirci, ma è bello anche mantenere in vita certi usi e costumi che fanno tornare indietro di qualche anno i "grandi" e fanno capire a noi da dove veniamo e con quali piccole cose semplici possiamo divertirci. Per fortuna, però, ogni tanto c'è qualcuno, probabilmente sentimentale come me, a cui piace riproporre le tradizioni di Frosolone! E nel corso di questi anni ci sono state nuove belle edizioni della festa di carnevale. Speriamo vi sia piaciuta anche l'edizione di quest'anno! L'augurio è che nessuno di noi dimentichi mai le nostre feste e che ci siano sempre persone che sappiano ridere di se stesse e prendersi un po' in giro, con la voglia di divertirsi e far divertire con poco, magari solo una maschera!

* Il Baccanale è un'antica festa a sfondo propiziatorio. Il nome è di origine romana e deriva da rituali dedicati a Bacco, ma la sua origine è più antica, probabilmente risale alla Magna Grecia e si è fortemente radicata nei territori campani e lucani. Già all'epoca romana, ma probabilmente anche prima, era una festa orgiastica divenuta in un secondo momento (o forse ritornando alle origini) propiziatoria degli dei tipicamente in occasione della semina e delle messi.

** I Saturnali erano un'antica festività della religione romana dedicata all'insediamento nel tempio del dio Saturno e alla mitica età dell'oro; si svolgevano dal 17 al 23 dicembre, come stabilito da Domiziano. I saturnali avevano inizio con grandi banchetti, sacrifici, a volte orge. Durante questi festeggiamenti era sovvertito l'ordine sociale: gli schiavi potevano considerarsi temporaneamente degli uomini liberi, e come questi potevano comportarsi; veniva eletto, tramite estrazione a sorte, un princeps - una sorta di caricatura della classe nobile - a cui veniva assegnato ogni potere.

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