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Negli anni '70, all'ora di Striscia la Notizia e di Affari Tuoi, prima
che i bambini andassero a letto, c'era Carosello, mitico programma pubblicitario
della Rai che apparve 50 anni fa il 3 febbraio 1957 e che venne chiuso
20 anni dopo nel 1977.
Oggi Carosello appartiene a chi ha più di trent'anni. E solo chi era
bambino negli anni '70 ha nostalgia per i grandi personaggi, soprattutto
animati, del vecchio programma.
Uno tra questi era Calimero, il pulcino che non era nero ma solo sporco.
"È un'ingiustizia, però! Tutti se la prendono con me perché sono
piccolo e nero!" si lamentava Calimero. "Tu non sei nero, sei solo sporco"...
ribadiva una mamma che lo lavava col detersivo Ava. Al che Calimero
"Ava come lava..."
Il successo del personaggio era dovuto al fatto che il piccolo pulcino
aveva dato forma poetica al vero collante nazionale di allora: il vittimismo,
al sentirsi vittima di un complotto ordito contro la singola persona.
A distanza di oltre trent'anni il Calimero è riapparso nella pubblicità
del suddetto detersivo, ma sembra che questa volta il suo messaggio
sia diretto non tanto alla nazione Italia, ma al nostro provincialismo
se non al nostro ambiente paesano: sembra quasi che Calimero impersoni
e si identifichi in quella predisposizione al lamento tipico del frosolonese
che accomuna il giovane all'anziano, il politico trombato che si sente
perseguitato alla zitella non trombante che si vede brutta e grassa,
l'elettore che non si sente rappresentato alla moglie tradita che si
vede sacrificata.
Non nascondiamoci! Siamo un popolo di calimeri a cui piace fare la vittima.
E forse questa nostra predisposizione dipende dall'educazione cattolica
impartitaci fin da piccoli, basata più nel senso di colpa che su quello
di responsabilità.
Resta il fatto però che quando qualcosa ci va storto, la prima reazione
non è chiederci dove abbiamo sbagliato, ma chi è stato a fregarci e
soprattutto perché.
È commovente e nello stesso tempo avvilente questa convinzione che il
mondo ce l'abbia con noi. Fino a quando un giorno scopriamo che il mondo
che girava solo intorno a noi, non ci considera poi così importante
e proprio lì, in quel momento, cadiamo in depressione, non potendo prendercela
più con nessuno, se non con noi stessi.
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