SIAMO UN POPOLO DI CALIMERI
di Silvio Prezioso

Negli anni '70, all'ora di Striscia la Notizia e di Affari Tuoi, prima che i bambini andassero a letto, c'era Carosello, mitico programma pubblicitario della Rai che apparve 50 anni fa il 3 febbraio 1957 e che venne chiuso 20 anni dopo nel 1977.
Oggi Carosello appartiene a chi ha più di trent'anni. E solo chi era bambino negli anni '70 ha nostalgia per i grandi personaggi, soprattutto animati, del vecchio programma.
Uno tra questi era Calimero, il pulcino che non era nero ma solo sporco.
"È un'ingiustizia, però! Tutti se la prendono con me perché sono piccolo e nero!" si lamentava Calimero. "Tu non sei nero, sei solo sporco"... ribadiva una mamma che lo lavava col detersivo Ava. Al che Calimero "Ava come lava..."
Il successo del personaggio era dovuto al fatto che il piccolo pulcino aveva dato forma poetica al vero collante nazionale di allora: il vittimismo, al sentirsi vittima di un complotto ordito contro la singola persona. A distanza di oltre trent'anni il Calimero è riapparso nella pubblicità del suddetto detersivo, ma sembra che questa volta il suo messaggio sia diretto non tanto alla nazione Italia, ma al nostro provincialismo se non al nostro ambiente paesano: sembra quasi che Calimero impersoni e si identifichi in quella predisposizione al lamento tipico del frosolonese che accomuna il giovane all'anziano, il politico trombato che si sente perseguitato alla zitella non trombante che si vede brutta e grassa, l'elettore che non si sente rappresentato alla moglie tradita che si vede sacrificata.
Non nascondiamoci! Siamo un popolo di calimeri a cui piace fare la vittima. E forse questa nostra predisposizione dipende dall'educazione cattolica impartitaci fin da piccoli, basata più nel senso di colpa che su quello di responsabilità.
Resta il fatto però che quando qualcosa ci va storto, la prima reazione non è chiederci dove abbiamo sbagliato, ma chi è stato a fregarci e soprattutto perché.
È commovente e nello stesso tempo avvilente questa convinzione che il mondo ce l'abbia con noi. Fino a quando un giorno scopriamo che il mondo che girava solo intorno a noi, non ci considera poi così importante e proprio lì, in quel momento, cadiamo in depressione, non potendo prendercela più con nessuno, se non con noi stessi.

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