NOTIZIE SULLA COLORAZIONE DEI CAPELLI
di Angela e Michele

Sfogliando gli annali della storia, si può constatare che tingere i capelli è stata spesso la preoccupazione più piacevole per le donne sin dai tempi più remoti.
Il ritrovamento di oggetti usati nelle tombe dimostra già che gli antichi Egizi, 3.100 anni fa, possedevano il segreto per mutare il colore dei propri capelli.
Le mogli dei Faraoni infatti si facevano curare i capelli dalle loro ancelle, le quali erano tenute in grande considerazione proprio per questo motivo. Era un'epoca in cui le chiome venivano trattate con degli unguenti a volte curiosi, erano ravvivate con olio di serpente e con una tintura detta hennè erano tinte in rosso.
Anche i Greci si tingevano i capelli con lo stesso sistema usato per la lana, precisa un cronista dell'epoca.
Quanto alle donne romane, usavano strane ricette per rendere i capelli bruni o rossi, ma quando le legioni di Giulio Cesare cominciarono ad apprezzare le chiome delle bionde donne galliche, il biondo divenne molto di moda a Roma. Apprendiamo dal poeta romano Ovidio, autore del poema Le metamorfosi: "Il biondo nordico maschera graziosamente anche i capelli grigi e questo colore finto è più bello di quello vero".
Il biondo continua ad essere di moda per lungo tempo, sino all'epoca della città dei Dogi. Anche le donne veneziane avevano i loro vari unguenti di essenze vegetali, che arrivavano dal lontano Oriente: colore vegetale, colore che è a base di hennè, salvia, camomilla e indaco.
Nell'era vittoriana e nella belle époque sembra che si tingessero i capelli solo le donne galanti, a testimonianza dei loro facili costumi e con lo scopo di conservare la loro posizione nonostante gli anni avanzati.
Ed eccoci ai nostri tempi in cui la tintura è di largo consumo e ci consente di avere colori simili a quelli naturali; in tal caso è evidente il ricorso alla chimica. Pertanto oggi si dovrebbe parlare di colorazione, non più di tintura.
Oggi tingere i capelli, contrariamente a quanto accadeva in passato, non è assolutamente indice di dubbiosa civetteria; è solo un mezzo per meglio valorizzare la propria personalità e per ottenere una immagine più piacevole di se stessi.

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