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ALLA
SCOPERTA DELLE MERAVIGLIE DEL MARE: LO SNORKELING |
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Negli ultimi tempi le frequenti emergenze ambientali hanno evidenziato uno dei problemi di maggiore attualità e di trattazione quasi quotidiana: la tutela e la conservazione della natura, sempre più aggredita dalle innumerevoli attività inquinanti dell'uomo. Ciò ha fatto sì che non solo le associazioni e gli operatori professionali del settore ma anche ogni normale cittadino si rapporti con uno spirito nuovo e più consapevole con l'ambiente che lo circonda, sentendosi in qualche modo parte attiva nella salvaguardia del patrimonio naturale da tramandare a chi verrà dopo di noi. E tutto ciò è ancor più vero quando parliamo del mare che purtroppo costituisce il punto di arrivo di tutti i residui delle attività umane, sia in forma diretta mediante i fiumi, gli scarichi e le immissioni derivanti dalle varie tipologie di navigazione, sia in maniera indiretta, e per questo forse meno evidente ma comunque altrettanto grave, con le piogge acide e l'assorbimento dall'atmosfera dei gas inquinanti. Conoscendo ed apprezzando l'immenso valore dell'ambiente marino possiamo operare in maniera più efficace e mirata per conservare ciò che abbiamo, e allora quale miglior approccio di quello che può unire l'utile al dilettevole? Questo è lo "snorkeling", ovvero l'osservazione degli organismi marini nuotando equipaggiati con maschera, pinne e aeratore, detto anche snorkel. Tale nome deriva per analogia dal lungo tubo, lo schnorkel, che veniva estratto dalle torrette dei sommergibili tedeschi U-Boot della seconda guerra mondiale per aspirare aria fresca mentre navigavano a "quota periscopio" ed è proprio così che respiriamo anche noi mentre ci spostiamo in superficie e osserviamo attraverso il vetro della maschera la vita dei fondali. Tale pratica non è da confondersi con l'apnea. Anche se strettamente legate le due attività non possono considerarsi la stessa cosa perché lo snorkeling si svolge in superficie respirando mentre l'apnea si effettua scendendo sott'acqua e trattenendo il respiro. Proprio per questo motivo, se la pratica dell'apnea esige la padronanza di tecniche derivanti dalla frequenza di corsi specifici, lunghi allenamenti e perfette condizioni fisiche (non dimentichiamo che è l'apnea, forse per un'apparente facilità di accesso rispetto a tutte le altre attività subacquee, a presentare un'elevato grado di pericolosità ed il maggior numero di incidenti registrati che hanno trasformato agli occhi dei profani in materia tutta la subacquea in uno sport ad alto rischio), fare snorkeling è invece alla portata di tutti o quasi, richiede un limitato impegno muscolare e la conoscenza di pochissime nozioni specifiche. È questo il motivo per il quale oggi la pratica dello snorkeling è divenuta una normale e conosciutissima attività ricreativa, nonché senz'altro la maggiore attrattiva per vacanze nei mari tropicali (ma anche le acque del Mediterraneo riservano sempre delle incredibili sorprese), dove schiere di turisti partecipano a brevi e coinvolgenti corsi di preparazione per alternare il riposo a questa attività singolare e rilassante. La possibilità di vedere degli organismi decisamente inconsueti nelle forme e nei colori ci può dare delle sensazioni difficilmente ripetibili nel nostro ambiente "terrestre" . Per poter fare questo dobbiamo però essere in grado di vedere e capire quello che ci ci rconda. Ma siamo sicuri di essere in grado di riconoscere tutto ciò che osserviamo? Sappiamo che cosa ci potremmo aspettare di vedere immergendoci in una particolare zona? Risulta quindi utile avere qualche nozione, seppure superficiale, sul mare e sulle creature che lo popolano per godere il più possibile delle meraviglie che la nostra "nuotatina con la maschera" ci consentirà di osservare. Sappiate che tre quarti delle specie viventi si trovano sott'acqua! E non è assolutamente vero nessuno dei canoni estetici, cromatici e morfologici ai quali siamo abituati sulla terra ferma. Avremo modo di osservare, già nei mari di casa nostra ed in pochissima acqua, animali che sembrano piante e piante che ci appaiono come esseri animati. Possiamo citare gli esempi più spinti di mimetismo come quelli che fanno letteralmente scomparire una seppia od un polpo sul fondale stesso dove si vanno ad appoggiare e che consentono loro di assumere persino le sembianze delle rocce e delle alghe circostanti; le forme di condivisione di spazi a volte anche molto ristretti (le famose "simbiosi") dalle quali ognuna delle due parti coinvolte trae vantaggi assolutamente essenziali per la sopravvivenza nel difficile ambiente marino come fa il paguro con l'attinia che porta sulla conchiglia o il "granchio facchino" con la spugna che trasporta sul dorso proprio come fa un facchino quando cammina curvo sotto il peso della cassa che ha caricata sulla schiena; lo "spirografo spallanzani" (un anellide ovvero un verme) che ci si mostra come un meraviglioso fiore piumato o la "bonellia viridis", simpatico animaletto che vive perennemente nascosto nelle fenditure degli scogli ed protende a dismisura il proprio lunghissimo braccio con il quale si procura il nutrimento, e tante altre manifestazioni delle bizzarrie della natura. Pensate che per godere di tutto questo e di tante altre stravaganti bellezze sono sufficienti maschera, pinne e snorkel (ed eventualmente qualche scheda plastificata da portare con sé sott'acqua per il riconoscimento degli organismi marini). È comunque estremamente importante una cosa: l'educazione ecologica e la consapevolezza dell'inestimabile valore di ciò che andiamo ad osservare per avere la buona creanza ed il rispetto di muoverci nell'ambiente sommerso come faremmo in casa di chi ci ospita amichevolmente, senza per forza toccare ogni cosa o portarci a casa qualche ricordino, lasciando magari in cambio dei rifiuti o peggio ancora i cocci di qualcosa che abbiamo rotto. Ricordiamoci che ogni forma vivente, animale o vegetale che sia, ha un proprio modo di vivere in un habitat estremamente delicato che un nostro gesto maldestro potrebbe compromettere privando in seguito non solo noi, ma anche chi ci seguirà, delle meraviglie del mondo acquatico. Francesco
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