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In
prossimità dell'8 maggio, abbiamo deciso di parlare dei falò che ogni
anno, in ricorrenza della festività di San Michele, si usano fare a
Frosolone.
L'8
maggio di ogni anno a Frosolone, in ogni quartiere è usanza allestire
dei falò per onorare San Michele, l'angelo che sconfisse il demonio.
Non si ha una data di inizio di questa tradizione che, tuttavia, alcune
fonti ricollegavo ad un retaggio degli antichi pastori sanniti nelle
feste per la fecondità degli armenti.
Anno dopo anno questa manifestazione ha preso importanza tra i frosolonesi
diventando una delle feste più sentite tanto da far nascere delle sane
rivalità, fatte di sfottò e "furti", tra gli abitanti dei vari quartieri
che partecipavano agli allestimenti d l' liav'r.
Il falò è appunto un grosso fuoco acceso in segno di festa e nei secoli
scorsi era usato per bruciare cadaveri o persone vive condannate a morte.
Anche la tradizione frosolonese ha ripreso questa usanza; sopra ogni
luav'r si appone un fantoccio, che ogni anno si adegua alla moda del
momento, a simboleggiare il male sconfitto dalla forza del fuoco.
La festa ha avuto il suo massimo splendore a cavallo degli anni '80
e '90 per poi perdere lentamente di importanza. Solo negli ultimi anni
ha ripreso fasto anche grazie alla volontà e intraprendenza della Pro
Loco che ha riportato la festa ad una delle più importanti per il nostro
paese.
La preparazione d' l' liav'r inizia anche un mese prima con la raccolta
delle cepp p' lu luav'r ma solo l'ultimo giorno vengono riunite nel
luogo preposto per l'accensione per non svelare "il raccolto" ai quartieri
rivali.
Ma il vero significato dei falò resta quello della gioia. La gioia che
ogni frosolonese prova nell'assistere a questo rito: dalla raccolta
delle cepp alla composizione d l' liav'r; dall'accensione degli stessi
fino al girotondo che si fa intorno ad essi quando le fiamme si affievoliscono,
fino al gustoso momento di cuocere le patate, con la buccia, sotto le
ceneri dei falò e mangiarle condite di ceniccia, ovvero il velo di cenere
che le ricopre.
Come non ricordare gli anni passati quando i nostri padri con grande
entusiasmo e dedizione, dopo aver scap'lat, si accingevano a preparare
l' liav'r rendendo partecipi anche noi bambini che ci sentivamo importanti
e fieri semplicemente portando una ceppa e che ci divertivamo a spiare
gli "avversari" riportando informazioni sulla grandezza e sull'allestimento
dei loro falo?
Che bello era stare fino a tardi coi nostri genitori, partecipare a
balli e girotondi che si facevano quando i falò si stavano spegnendo
e che occasione ghiotta per non andare a scuola il giorno dopo…!
Anche quest'anno sicuramente assisteremo alla manifestazione gustandoci
non soltanto il calore del fuoco e lo scoppiettio delle cepp, ma anche
gli intrattenimenti ed i banchetti che, ormai da qualche anno, allietano
i nostri quartieri. Ebbene sì, una competizione non solo per dimostrare
di aver realizzato lu luav'r chiù ruoss, ma anche per coinvolgere frosolonesi
e visitatori, far venire fuori il loro spirito gioioso e saziare il
loro palato con prelibatezze locali.
Nell'attesa di trascorrere un'allegra serata e nella speranza che il
tempo sia clemente e che anche questa festa non perda di importanza
ci diamo appuntamento tutti l'8 maggio a sera attorno a l' liav'r.
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