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La scuola è come
un campo di grano: ogni anno è sempre un anno ricco di aspettative,
paure, sogni, emozioni…
Andiamo dunque incontro a un periodo di adattamento, che da noi grandi
va compreso, interpretato e attraversato con pazienza, con disponibilità
e con entusiasmo.
E i bambini?
Per loro l'esperienza scolastica rappresenta un momento importante del
vissuto quotidiano poichè trascorrono, insieme ai coetanei, una parte
significativa della loro giornata.
E allora l'11 settembre torniamo a seminare così a giugno raccoglieremo.
In Russia
le scuole iniziano con una grande festa dove gli alunni regalano alle
maestre il loro fiore preferito.
In Marocco i bambini vanno a scuola per imparare le tradizioni e la
storia del loro popolo. Studiano l'arabo e la lingua francese.
In Brasile i piccoli Indios imparano dai nonni come si caccia, come
si riconoscono le piante medicinali e come si vive in comunità.
Andare a scuola è un diritto di tutti i bambini. A scuola i piccoli
di ogni Paese imparano a conoscere il mondo e ad amare la natura; imparano
a comunicare pensieri, idee ed emozioni e a vivere serenamente con gli
altri.
PRONTI… VIA…
SI RIPARTE…
L'estate sta finendo… e "molti" già stanno pensando al nuovo anno scolastico.
Genitori, alunni, studenti, insegnanti… e ci fermiamo qui perché sarebbe
lungo elencarli tutti. Se riflettiamo bene ogni famiglia ha a che fare
con il mondo della scuola. Quando l'anno scolastico termina ci si saluta
dicendo di rivedersi "l'anno" prossimo, ma in realtà non è così; appena
pochi mesi separano il vecchio anno con il nuovo o forse niente perché
nella mente di ognuno la scuola continua ad esserci.
Continua ad esserci poiché se ne parla in ogni posto, in ogni luogo.
Sotto gli
ombrelloni a giugno e a luglio per il fatto che sono i mesi in cui la
maggior parte delle famiglie (insegnanti compresi) si reca al mare;
agosto poi è riservato a chi occupa posti nel sociale con emolumenti
più grandi. Altri mestieri…!
Fare il MAESTRO non è praticare un mestiere, ma è una vocazione, anche
Gesù veniva detto MAESTRO.
MAESTRO è colui che riesce a trasmettere il suo sapere agli altri e
per realizzare ciò non è solo necessario avere competenze e conoscenze
anzi è determinante porsi con umiltà.
MAESTRO non è l'insegnante di scuola primaria; maestro è qualsiasi docente,
dalla materna all'università, che riesce a far abbeverare alla sua fonte
tutti coloro che si avvicinano assetati. Stiamo pensando ai genitori
dei bambini i quali per la prima volta frequenteranno la scuola dell'infanzia
e sappiamo che sono preoccupati ed impazienti. Ci si sente più liberi
perché finalmente c'è qualcuno che si occupa del loro figlio per qualche
ora, però nello stesso tempo sono terribilmente angosciati per cui non
si può controllare cosa succede in quelle ore:
- Starà bene? Piangerà? Si farà male? Mangerà?
Queste le più comuni preoccupazioni; soltanto dopo qualcuno si chiederà:
- Starà bene cosicché socializzerà con tanti bambini, giocherà non più
da solo, colorerà, imparerà ad essere autonomo e responsabile pure se
così piccolo!
Tutti gli stati d'ansia e di apprensione scompaiono nel momento in cui
la scuola materna viene frequentata dal secondogenito:
- Troppi giorni di festa! Per quale motivo non si fa anche d'estate?
Giacchè il bimbo giunge alla scuola primaria le pretese si esasperano…
Il bimbo è ancora piccolo sono passati alcuni mesi e già deve saper
leggere, scrivere, fare i calcoli, nuotare bene in piscina, suonare
uno strumento musicale, usare il computer, danzare come un divo, andare
al catechismo... Le giornate sembrano essere piccole piccole; le settimane
volano. Il bimbo ha imparato tante cose parla perfino in inglese ma
non ride, è triste perché vuole giocare e non ha tempo; la sera è stanco,
tuttavia non riesce a dormire per la ragione che la sua mente è attraversata
dai mille impegni giornalieri.
Cari genitori eravate così voi quando avevate l'età dei vostri figli?
Tante cose non le conoscevate, anzi sapevate fare milioni di giochi
inventati da voi e il divertimento era assicurato. Si dormiva stanchi,
felici e sereni.
Speriamo di ridare il tempo del gioco ai nostri bambini e come un alberello
posto in un terreno fertile col tempo crescerà fronzuto, forte e dritto
se correttamente curato, così cresceranno i nostri bambini se la famiglia
prima, la scuola dopo e la società più tardi si occuperanno di loro
nel modo giusto.
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