Restare senza parole
di Silvio Prezioso

La storia è questa: Campobasso un giorno qualsiasi di inizio estate ore 11,30. Un ragazzo frosolonese entra in un Internet cafè (quei bar con i computer al posto dei flippers) e rimane fulminato dalla visione di una tipa incollata a una tastiera e che sta "navigando". Si siede alla postazione del computer libera accanto alla ragazza e invece di abbordarla, facendo finta di guardare il video del suo computer, il nostro le carpisce l'indirizzo elettronico sbirciando sull'angolo dello schermo. Tornato a casa, accende il suo computer e da quella sera incomincia a farle una corte virtuale ma serrata. Naturalmente non le rivela che il gioco è impari: lui ha già visto il suo volto, già sa della sua bellezza.
Chattando chattando, riesce a conquistare la fiducia della ragazza e dopo un paio di mesi (si sa come sono le fanciulle: pratiche) è lei che gli propone di vedersi "Ci vediamo sabato alle 7 e mezza di sera a metà strada, a Boiano" gli dice. Ma il ragazzo tentenna, posticipa, prende tempo. Vuole essere sicuro del passo successivo... eppure lei, la ragazza, gli piace, l'ha già vista, ne conosce la bellezza... ma alla fine prende la sua decisione: scompare. Prima timido, poi bugiardo e quindi vigliacco.
Qualche lettrice dirà: e allora, dov'è la novità? Ci troviamo di fronte al classico maschio frosolonese, solo tecnologicamente avanzato.
La novità sta nella motivazione che il ragazzo dà del suo comportamento a un amico comune "Incontrandoci, avremmo dovuto smettere di scrivere e incominciare a parlare. Ma i suoni che escono dalla bocca rovinano tutto, perché non partono dal cuore. Oggi tutti pronunciamo parole che non hanno più peso e fanno solo immagine. Bisognerebbe togliere il sonoro alla vita, giudicare la gente da quello che fa e che pensa, non da quello che dice".
Come molti pazzi, è un precursore.

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