Un viaggio nella storia: i primi abitanti di Frosolone
di Filomena e Michele

Questa volta il nostro viaggio nella storia torna a riguardare le origini di Frosolone, le prime popolazioni da cui è stato abitato e quali sono stati gli accadimenti più importanti dell'Ottocento, dopo la breve parentesi sul Primo agosto.

Il popolo italico che per primo abitò nella zona di Frosolone fu quello osco; la maggiore testimonianza della sua presenza è rappresentata dalle mura ciclopiche in località Civitelle.
Nel periodo storico successivo si insediarono i Sanniti; il paese fu, tuttavia, completamente distrutto dalla terza guerra sannitica del 293 a.C.. I pochi superstiti cercarono rifugio in luoghi più sicuri, ma non riuscirono a sfuggire al genocidio ordinato da Silla. L'intero Sannio rimase semideserto per un lungo periodo, ripudiato anche dai veterani romani ai quali erano state affidate le terre. Successivamente il ripopolamento avvenne grazie ad alcune piccole colonie di Slavi e Bulgari e fu poi perfezionato dalla colonizzazione longobarda e benedettina nei primi anni del Medioevo. I longobardi beneventani divisero il Ducato di Benevento in 34 Contee, con Frosolone di pertinenza di Isernia.
Nel periodo del feudalesimo, più precisamente dal 900 d.C., Frosolone fu dominato dalla famiglia Borrello alla quale successero altri feudatari. Nel 1743 il Molise venne diviso in 6 Capitali: Campobasso, Isernia, Boiano, Trivento, Castelmauro e Frosolone. Ognuna di esse aveva un numero di paesi variabili (Frosolone ne aveva 18) ed era tenuta a fornire 138 soldati.
Frosolone fu acquistata nel 1764 da Nicola Sergio Muscettola, principe di Leporano, fino alla rovina del feudalesimo del 1806, prima della quale vendette il Palazzo Baronale alla famiglia Zampini.
A partire dal 1809 a Frosolone si stabilì una Compagnia Reale di soldati che vi rimase fino al 1811.
Tra gli avvenimenti più importanti dell'Ottocento ricordiamo il grande terremoto del 1805 (a cui daremo ampio spazio in uno dei numeri successivi) e la scoperta di una pozza di acqua sulfurea che, sulla base di alcune sperimentazioni, sembrava essere di grande giovamento per la salute. Fu un secolo caratterizzato da anni di miseria e malattia, come il 1817 in cui il tifo uccise ben 206 persone in soli tre mesi ed il 1837 in cui a causa del colera asiatico morirono all'incirca 137 persone. Nel 1830 un censimento stabilì che vi erano cinquecento "miserabili effettivi" nel Comune che avevano bisogno di un lavoro per la loro sussistenza ad altre 35, inabili al lavoro, che avevano bisogno di un'elemosina giornaliera per sopravvivere. Per quanto riguarda le opere pubbliche, nel 1819 si tenne l'asta per la costruzione della fontana pubblica aggiudicata all'unico offerente Beniamino Di Francesco; nel 1839 iniziarono i lavori di costruzione del cimitero inaugurato nel 1844 e nel 1857 venne costruita la strada rotabile (oggi provinciale).
Un anno molto importante fu il 1831. La maestra Maria Giuseppa Manuppella cominciò ad insegnare a 48 ragazze, tra i 5 e i 10 anni, a leggere, scrivere, il galateo, le prime operazioni di aritmetica, la Dottrina Cristiana, l'arte di cucire, tessere, stirare.
Nell'ambito politico-rivoluzionario due date su tutte caratterizzano l'Ottocento frosolonese: il 1848, anno delle Rivoluzioni europee e delle speranze del Risorgimento italiano, in cui nel paese fu scoperta una Cospirazione diretta a distruggere il regime borbonico ed una Associazione illecita il cui fine era quello di uccidere diverse autorità costituite e proprietari frosolonesi ed il 1860 in cui Frosolone si ribellò ai garibaldini con molti fautori della causa borbonica che non si piegarono al nuovo corso politico.
Negli anni a seguire si ebbe l'inaugurazione dell'ufficio postale (1864), l'illuminazione pubblica a petrolio (1866), l'inaugurazione del telegrafo (1876) e l'introduzione dell'illuminazione ad energia elettrica.

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